Silvio Berlusconi annuncia nella conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri tenuto a Napoli, i provvedimenti decisi dal governo per porre fine all'emergenza rifiuti. Tutte le discariche saranno controllate dai soldati, in quanto diventeranno zone d'interesse strategico nazionale e quindi equiparate a strutture militari: ci sarà il carcere per chi ne impedirà l'apertura o provocherà disordini.
"Sappiamo che il tempo è scaduto" e che "servono anche scelte dolorose e difficili" ma oggi "ci impegnamo a non fare più promesse ma a consegnare certezze". Il governo ha nominato l'attuale capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per affrontare l'emergenza dei rifiuti a Napoli. "Da domani il Sottosegretario Bertolaso attiverà siti per le discariche in tutte e cinque le province campane", ha detto Berlusconi, annunciando che, per i Comuni che avranno sul loro territorio delle discariche "ci saranno compensazioni economiche".
Il decreto legge varato dall'esecutivo per affrontare e risolvere l'emergenza rifiuti si sviluppa in 17 articoli, prevedendo il coinvolgimento del Dipartimento antimafia, e fissando multe, anche pesanti, per i Comuni che non ottempereranno le nuove norme di raccolta e smaltimento, ponendo infine un freno alla commercializzazione di prodotti 'usa e getta'. In particolare il coinvolgimento del Dipartimento antimafia di Napoli è previsto per tutti i procedimenti riguardanti il processo di smaltimento e raccolta rifiuti e per i reati ambientali; il procuratore nazionale antimafia sarà coinvolto in caso di ipotesi di reato della criminalità organizzata. Infine l'attribuzione della competenza su misure cautelari (sequestro di discariche) passa al Tribunale in composizione collegiale: "Per evitare che un pm adotti singole azioni cautelari in via d'urgenza bloccando così il ciclo dei rifiuti".
Descisamente pesanti saranno le sanzioni per i Comuni che non raggiungeranno l'obiettivo del 25 per cento di raccolta differenziata entro il 31 dicembre di quest'anno, del 35 per cento nel 2009 e del 50 per cento nel 2010. Lo Stato, nel caso, reagirà con la maggioranza dell'imposta sullo smaltimento rifiuti "pari, rispettivamente, al 25, 25 e 50 per cento" della tassa dovuta.
Via libera pure ai termovalorizzatori. Berlusconi li dichiara sicuri: "Non bisogna avere paura". La Campania dovrà averne quattro. Quello di Acerra, in costruzione da anni ("Uno scandalo e un dolore: deve entrare in funzione entro fine anno"), quelli di Santa Maria La Fossa e Salerno, e la novità Napoli. "Il sindaco avrà 30 giorni per indicare un sito in cui realizzarlo, altrimenti agirà Bertolaso".
Non solo. Sempre entro 30 giorni, Napoli dovrà presentare un piano per la differenziata. Quello che c'è, forse, non basta. I 7 impianti per la produzione di combustibile da rifiuti saranno trasformati in impianti di compostaggio.
Soluzioni militari al problema rifiuti in Campania,ormai democrazia in caduta libera.
un container di rifiuti tossici abbandonato da qualche camionista in mezzo alle campagne, tra acerra e pomigliano (napoli).
la qualità non è eccezionale ma in generale si vede abbastanza bene. una delle cose che più colpisce è che l'autista dev'essere per forza una persona della zona, o comunque la conosce molto bene, la cui idiozia o disperazione dev'essere prossima ad innescare una combustione spontanea.
probabilmente ha percorso la superstrada, che collega napoli con l'entroterra vesuviano direzione nola, prendendo quella che, in quel tratto, è l'unica uscita che porta immediatamente sotto la stessa superstrada, in mezzo ai campi coltivati e dove non c'è un minimo di controllo all'accesso.
nel video si vedono anche tracce di una sostanza semi-liquida nera che fuoriesce dal container e che lentamente si sta infiltrando nella terra.
quello che mi domando è questo: quanto tempo deve ancora rimanere lì, ad avvelenare la falda acquifera e la terra coltivata proprio a 5 metri da dove è stato abbandonato, questo container pieno di chissà quali schifosi rifiuti tossici?
e dopo quelle terre saranno bonificate o dobbiamo mangiare tranquillamente pomodori all'uranio impoverito?
Oggi un post tutto romantico...:)
Excursus tra i meandri degli antichi sposalizi all’ombra del Vesuvio, tra curiosità, aneddoti e storie a limite del reale raccontate dalla maestria di chi, un tempo, prese parte attiva a ciò che oggi chiamiamo "storia".
Nel flusso cronologico degli eventi di vecchia data che, tuttora, ricoprono ruoli primari nell’ambito delle tradizioni pomiglianesi, la rubrica legata ai matrimoni rappresenta una pagina accattivante e quanto mai avvincente, specie quando la tematica di base scivola su avvenimenti che,interpretati alla luce di definizioni contemporanee, risultano per lo più leggendari. Già nelle antiche civiltà che popolarono le terre su cui oggi vive la popolazione vesuviana, il termine veniva fatto risalire al concetto romano di «matrem munere», ossia di "proteggere la madre" con chiaro riferimento all’alleanza d’amore tra un uomo e una donna,con gli obblighi di paternità e maternità che ne conseguivano.
Ebbene, spulciando vecchi resoconti ed interpellando coloro i quali, nonostante il fluire degli anni, hanno ancora stampato sotto la pelle l’immagine idilliaca dei tempi che furono, emergono dati affascinanti come la presentazione della coppia alle due famiglie da parte di un terzo elemento, con la ragazza sul mitico "mezzanino", ovvero il piano di soppalco della casa colonica, mentre il giovane a piano terra e, dato che gli aspiranti sposi non potevano vedersi alla luce del sole, previa presenza di un parente che fungesse da intermediario tout court, la figura del mezzano venne ad assumere un ruolo sempre più decisivo ai fini del congiungimento finale dei due.
La mamma della sposa si occupava del corredo che, a seconda delle possibilità economiche del nucleo familiare, poteva variare, anche se il sevizio di rame, la "matra" per il pane, lenzuola ed asciugamani rappresentavano i punti imprescindibili per chi avrebbe voluto assegnare alla coppia il minimo indispensabile. Alla cenere il compito di assurgere a mo’ di attuale detersivo per sbiancare la biancheria, la quale veniva esposta al centro della casa per tre giorni per poi esser accatastata in enormi ceste di vimini infiocchettate con nastri multicolore. Il tutto trainato da un carretto ad hoc allestito con bestie da soma, mentre il cocchiere prescelto o carrettiere, era munito di una sferza agghindata anch’essa, il cui schioccar sulle carni degli animali richiamava l’attenzione del vicinato che si affacciava per applaudire.
Al paggio con lo "scurriato", vale a dire una frusta molto affinata e pronta per le grandi occasioni, veniva dato un manipolo di polli o un fascio di verdure. Dopo il rito nuziale nella parrocchia di appartenenza della sposa, seguiva un lungo corteo con a capo i protagonisti di giornata per far tappa nei vari cortili calzati a festa tra fiori e nastri, in cui si organizzava il "festino" allietato, nei casi più fortunati, dal complessino e da cascate di vino e vermuth. In alcuni casi, gli sposi simulavano la partenza per un viaggio di nozze stabilito per chissà quali destinazioni amene, mentre in realtà ottemperavano ai cosiddetti "giorni della zita", ovvero rimanendo 6 giorni chiusi in casa, con le comare d’anello pronte a verificare l’honor, alias la prova di verginità della giovane in veste bianca, evento da cui scaturivano leggende rimaste per anni negli annali della gens pomiglianese.
Ma il tasto su cui preme maggiormente catalizzare l’attenzione, è quello concernente gli "strani accoppiamenti", ad esempio tra un vedovo di età avanzata consumato da esperienze libertine ed una donna più anzianotta lesta ad irretirlo con gli allettamenti della seduzione, fenomeno accolto tra l’ironia e lo scherno dei popolani i quali, al passaggio della coppia, tra l’inverecondia e lo scimmiottare, lasciavano partire sequele inenarrabili di urla, fischi, schiamazzi, battiti di zappe sul selciato, volatili starnazzi di lamiere consunte, ossia le fantomatiche "tufiate", in mera opposizione alle più dolci e sensuali serenate portate sotto la finestra dell’amata. Le "tofe", per l’appunto, o comunque il soffio continuo in orciuoli con conseguente emissione di suoni cacofonici e sgradevoli, accompagnavano il transito di queste coppie, a cui era dato sposarsi solo nei giorni della settimana e mai nel "dies domini", giorno del Signore.
L’ultimo esempio di matrimonio era quello "per rapimento", anche se solitamente rapitore e rapita apparivano complici di un disegno prestabilito, per sfuggire all'opposizione della famiglia di uno dei due membri: ancora oggi anche se sempre più raramente, viene praticato in certi ambienti del Sud Italia ancorati a retaggi atavici, mezzo la cosiddetta fitina, piccola fuga. Guardando agli attuali ricevimenti nuziali, ci si può accorgere quanta strada sia stata fatta dalle primordiali forme di festeggiamento ai moderni cenoni-fiume d’ultima generazione.
La Recam: "Partiremo entro la settimana prossima per i siti già dissequestrati".Secondo il piano presentato dal commissario straordinario per le bonifiche dottor Menegozzo, la Recam è incaricata di catalogare e smaltire i rifiuti in tutti i siti inquinati presenti sul territorio comunale. Ma a che punto sono queste operazioni? A spiegarlo è il direttore generale della Recam.
Allo stato, ha spiegato il direttore generale della Recam, è in progettazione il piano operativo per le operazioni di smaltimento dei rifiuti presenti nei siti non sottoposti a sequestro giudiziario. Tale piano, a detta del d.g. della Recam, sarà portato all’attenzione del commissariato alle bonifiche entro la prossima settimana.
Per i siti sottoposti a sequestro giudiziario, invece, sono stati già avviati i procedimenti presso la Procura della Repubblica di Nola onde ottenere delle istanze di dissequestro. Tra i siti che dovranno essere bonificati anche la Vasca San Sossio e la Masseria Verduzio, ove è stata ritrovata una cisterna contenente liquidi tossici, sotterrata ed occultata da una lastra di cemento
approfittando del fatto che non stessi bene ho letto un libro molto bello sulla camorra di Sergio Nazzaro..un capitolo è bellissimo parla di un eroe che è stato ucciso dalla camorra...
Federico del Prete viene ammazzato il 18 febbraio,poco dopo le 18.E' un sindacalista,ha fondato lo SNAA,in difesa dei venditori ambulanti,dei venditori del mercato.i mercati sono un appuntamento fisso da sempre,ogni paese ha il suo,con il suo giorno stabilito e inamovibile,solo per le feste comandate,o per le elezioni politiche si fa un'eccezione.A Mondragone il mercato è di domenica.Ogni benedetta domenica,di pioggia o di sole.Perche' se non vendi al mercato ,non guadagni e per quel giorno non hai i soldi da portare a casa.Una domenica d'estate del 1992 la gente si domandava come mai non ci stavano le bancarelle sul corso principale di Mondragone,nemmeno una.Non c'erano elezioni,il Natale era lontano e la Pasqua era passata da un pezzo.Alle prime luce dell'alba di quella domenica,macchine e moto con uomini armati del clan,come in un film del far west,avevano bloccato tutte le strade di accesso a Mondragone.Tutti gli ambulanti erano stati mandati a casa.Chi aveva provato a protestare si era ritrovato un fucile puntato alla testa.Quella domenica a Mondragone la legge del clan La Torre imponeva a tutti gli ambulanti di pagare il pizzo,dalle 500.000 lire al milione.Ogni mese,tutti mesi.La domenica successiva il mercato era di nuovo al suo posto.Federico del prete conosceva questa situazione,come conosceva le condizione di prostazione dei commercianti dei mercati.Federico non solo si rifiutava di pagare pizzo,ma aizzare anche gli altri ambulanti a rifiutare il dazio della terra di Camorra.La sua prima vittoria l'aveva ottenuta al mercatino di Taverna del Ferro,a Napoli.Era riuscito a fare una cosa impensabile:la serrata del mercato,questa volta per opporsi alla legge,in assenza di un sindacato,di crearne uno da se'.Lo SNAA.Federico aveva messo in luce anche il racket delle buste di plastica,perche' la Camorra guadagna su tutto.I clan imponevano le buste di plastica nei mercati,nelle fiere,nei negozi:1 kg di buste 5 mila lire.Contro il reale costo alla fonte di 1 euro e 23 centesimi.Un affare da olte 5 milioni di euro all'anno.Federico aveva ordinato le buste con il logo del sindacato.Dopo 1 settimana una semplice telefonata lo informava che l'ordine non poteva essere soddisfatto.Questo pero',non lo aveva fermato..Allo stesso tempo inizia il conto alla rovescia per Federico..La pressione aumenta,le minaccie sono frequenti,qualche sera prima era stato avvicinato da qualcuno,gli fanno un'offerta generosa,in cambio deve lasciare il sindacato deve finirla di dare fastidio.La Camorra compra e poi ammazza..cerca di comprare la dignita' delle personeMOLTE VOLTE LA DIGNITA' AL SUD E' IN VENDITA..QUELLA DI FEDERICO NO!!!!La sera del 18 febbraio una pistola calibro 7.65 fa fuoco nel sindacato..Federico muore...
L'ex ministra Livia Turco, prima di lasciare il suo Ministero della salute, ha fatto inviare (a nostre spese) 250 mila lettere ad altrettante bambine italiane che nel 2008 compiono 12 anni!
Lo scopo è, tramite la paura e i sensi di colpa, "invitare" i genitori inconsapevoli, a far vaccinare la propria figlia contro il terribilissimo Papillomavirus!
I vaccini Gardasil della multinazionale Merck (la stessa che ha causato una strage planetaria con l'antidolorifico, antinfiammatorio Vioxx) costano (per 3 iniezioni) oltre 564,45 euro.
Il Cervarix della britannica GlaxoSmithKline (che produce 'mostarde azotate', come l'Alkeran: agente vescicante da guerra chimica, usato in chemioterapia, oppure l'Hycamtin da 1850 euro a fiala) costa invece (per 3 iniezioni) solamente 470.37 euro.
Il tutto naturalmente viene pagato dal Servizio sanitario nazionale: cioè da noi con le tasse!
Un bel regalo di addio, fatto dalla "mamma" Turco, alle lobbies del farmaco!
Qui sotto un abstract dal recentissimo libro scritto dai medici Roberto Gava (farmacologo, tossicologo, omeopata e una delle massime autorità a livello nazionale su vaccini e problematiche connesse) ed Eugenio Serravalle (pediatra).
Visto che in ballo c'è la salute dei nostri figli, prima di prendere una qualsiasi decisione (per poi magari pentirsene) è bene informarsi adeguatamente e correttamente.
Vaccinare contro il Papillomavirus?
A cura dei Dottori Roberto Gava e Eugenio Serravalle
Tratto da libro: «Vaccinare contro il Papilloma Virus?»
Dottor Roberto Gava, Dottor Eugenio Serravalle, pag. 94
Quello che dobbiamo sapere prima di decidere
Il Papilloma Virus umano (HPV: Human Papilloma Virus) oggigiorno costituisce la più comune infezione trasmessa sessualmente. (…)
Flora normale dell’apparato genitale femminile
(…)
Più di 100 specie differenti sono state identificate quali componenti della flora normale. (…)
Tale flora comprende batteri, funghi, e virus.
Va subito detto che i microrganismi presenti come flora normale in differenti fasi della vita di una donna sono gli stessi che possono causare infezioni ostetriche e ginecologiche in idonee circostanti.
Inoltre, non va dimenticato che anche i batteri classicamente considerati come patogeni possono far parte della flora normale.
Quindi, abbiamo soggetti sani che albergano batteri saprofiti e patogeni e abbiamo i medesimi soggetti che in particolari condizioni di debolezza immunitaria possono ammalarsi a causa dei medesimi germi che prima risiedevano in loro in modo del tutto asintomatico. (…)
Una semplice conseguenza della constatazione di questa ricca flora microbiologica cervico-vaginale è che una diagnosi laboristica di cervicite cronica non è altro che il normale aspetto di un normale collo uterino. (…)
E’ ovvio che se le difese immunitarie della donna si abbassano per un qualche motivo, è possibile che qualcuno di questi germi prenda il sopravvento e induca una patologia locale che allora si esprimerà a livello clinico con una sintomatologia specifica dell’infezione. (…)
Un altro dato molto importante da ricordare e che poi ci servirà per capire meglio l’infezione da HPV è che la microflora vaginale non varia solo da donna a donna ma anche, in una stessa donna, durante il tempo.
La flora vaginale muta con l’età, con l’attività sessuale, con le fase del ciclo mestruale, con la gravidanza e con l’assunzione di determinati farmaci. (…)
Epidemiologia dell’infezione da HPV
(…) Si ritiene che oltre l’80% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della vita, con un picco nelle giovani sotto i 25 anni, ma ci sono dati scientifici che dicono che questo virus sia presente in almeno l’80% di entrambi i sessi e che sovente si ritrovi nell’uomo fin dalla sua nascita.
In un documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la quasi totalità (93-96%) dei casi di tumore della cervice uterina è associata all’infezione del tratto genitale con Papilloma virus umano.
Importanza del tipo e della variante genetica
Sappiamo che alcuni tipi e alcune varianti dell’HPV sono più frequentemente correlati con lo sviluppo del carcinoma della cervice uterina.
Sono stati descritti oltre 120 genotipi di Papillomavirus umano (…)
Di questi, circa 40 possono infettare il tratto genitale degli uomini e delle donne ed essere trasmessi attraverso i rapporti sessuali, ma dai dati disponibili sembra che siano sono 15 i tipi che, oltre all’infezione, possono causare anche la neoplasia cervicale. (…)
Non è assolutamente detto che questi virus possano indurre in una donna un carcinoma cervicale, perché quasi sempre questi HPV vengono eliminati dalle difese immunitarie dell’organismo (più specificatamente dalla risposta linfocitaria Th1) ed è semplicemente eccezionale che uno di essi possa indurre il carcinoma. (…)
Decorso clinico
(…)
- persistenza prolungata e spesso asintomatica (nel 10-15% dei casi);
- progressione dell’infezione verso lesioni precancerose che restano tali (nell’1% dei casi e solo in presenza di una alterazione del sistema immunitario)
- progressione delle lesioni precancerose verso lesioni cancerose (nell’1% delle lesioni precancerose e solo in presenza di una importate alterazione del sistema immunitario).
Quindi, la maggior parte delle infezioni da HPV si risolve spontaneamente in circa 12-18 mesi e anche le infezioni ad alto rischio tumorale guariscono da sole senza lasciare conseguenze per la salute della donna nel giro di pochi mesi.
Nel 10-15% dei casi, invece, il virus convive per tutta la vita del soggetto che lo ospita nelle sue cellule e non crea alcun problema (in questi casi il test per l’HPV sarà positivo (…)
Circa l’1% delle infezioni da HPV danno luogo a lesioni precancerose che, se non identificate e/o non opportunamente trattate, in organismi immunologicamente deboli e in una percentuale inferiore dell’1% delle donne che le presentano, possono progredire nell’arco di 20-50 anni in tumori cervicali.
Infatti, se un’infezione virale molto comune come quella da HPV conduce allo sviluppo di un tumore così raro, significa che la probabilità che l’HPV ha di causare carcinoma è veramente eccezionale. In ogni caso, comunque, questo eccezionale processo richiede anche molti anni per svilupparsi e abbisogna di una particolare e cronica deficienza immunitaria.
Quindi, l’infezione da HPV non è una malattia, ma solo un fattore di rischio e anche un rischio basso e la storia naturale dell’infezione dipende solo dalla risposta immunitaria linfocitaria (specialmente la risposta mediata dai linfociti T) ed è quindi condizionata dall’equilibrio che s’instaura tra ospite e HPV.
Ruolo del sistema immunitario
(…)
E’ in questa fase, quindi, che gioca un ruolo determinante la risposta immunitaria cellulare Th1 mediata dai linfociti T (i linfociti citotossici CD8 e i linfociti helper CD4). Questi globuli bianchi attivano strategie di sorveglianza intracellulare che agiscono sia bloccando l’espressività biologica degli oncogeni virali sia eliminando le cellule infettate attraverso l’apoptosi (cioè la morte cellulare programmata).
E’ proprio per questa importante considerazione che si guarda con un certo sospetto verso un vaccino che agisce stimolando la risposta immunitaria anticorpale Th2, una risposta inoltre che, come vedremo nella pagine seguenti, è destinata ad affievolirsi rapidamente a partire da pochi mesi (circa 7) dopo la prima dose del vaccino anti-HPV. (…)
Sono necessarie particolari norme igieniche?
(…)
Una donna, che ha appena debellato spontaneamente un’infezione da HPV non deve preoccuparsi dell’ipotetico eventuale ricontagio da parte del marito, nel caso che questi fosse un portatore sano di HPV, dato che il passarsi vicendevolmente l’infezione non comporta problemi o pericoli. Inoltre il preservativo non protegge completamente dal passaggio dell’HPV e quindi il suo uso è relativo in questa infezione.
In ogni caso, se due coniugi dovessero preoccuparsi dei germi che ognuno potrebbe ricevere dall’altro, non dovrebbero neppure baciarsi, cioè dovrebbero “baciarsi” come si dice che facciano gli esquimesi: strofinandosi il naso (anche molto delicatamente e per brevissimo tempo, dato che anche sulla cute ci sono germi).(…)
HPV e gravidanza
Alcune donne si pongono il problema se l’infezione da HPV può compromettere una gravidanza o comunque la salute del bambino. La risposta a questo dubbio è molto semplice: questo problema non sussiste quasi mai, perché l’HPV è un virus normale della microflora cervico-vaginale e quindi non compromette la gravidanza: circa il 25% delle gravide ha il test dell’HPV positivo a causa del fisiologico calo delle difese immunitarie che lo stato gravidico induce (…)
Non solo non ci sono rischi per la gravidanza, ma non ci sono neppure rischi per il neonato che, anzi, ha bisogno di confrontare il suo sistema immunitario con una moltitudine di microrganismi durante la nascita, quando respirerà o mangerà, quando si metterà in bocca le mani e vari oggetti tutt’altro che sterili, quando gattonerà, quando andrà all’asilo, ecc.
Tratto da libro: “«Vaccinare contro il Papilloma Virus?»
Dottor Roberto Gava, Dottor Eugenio Serravalle,
Quello che dobbiamo sapere prima di decidere
Buongiorno a tutti...!!!!Avendo da un paio di giorni un virus intestinale che mi sta togliendo oltre la salute,anche la "capa per sturia'",ho deciso di dedicarmi al blog,e rovistando delle foto...mi è venuto in mente che magari,chi mi legge vorrebbe anche capire come sono fatta...
Certo cosi',tutti quelli che potevano essere miei poteziali corteggiatori andranno in fumo,si dilegueranno come se avessero visto un fantasma...e va bhe' è un rischio che corro....tanto.... :)

questa ragazza che accenna ad un "OK" alla Fonzie,sono io...quello sullo sfondo è il mio migliore amico..inseparabile compagno di disavventure...

dite la verita' qui ogni dubbio è fugato....:) il cappello mi da un tocco di vera maestria,insomma la ciliegina sulla torta...lo so che state pensando...tanto è vero...io sono pazza...:)

tanto per farvi vedere che anche io faccio qualcosa...i capelli sono la parte migliore...
alla prossima:)
Nimby è la malattia che colpisce sempre più spesso gli italiani. In tutto il Nimby Forum ha contato tra il maggio 2005 e febbraio 2006, 139 casi, in calo rispetto ai 190 dell'anno precedente. Ma com'è e come si cura questa malattia? Nimby è l'acronimo inglese di "not in mi back yard" che tradotto letteralmente significa "no nel mio cortile". I sintomi di questo fenomeno si diffondono velocemente tra le comunità locali delle aree coinvolte nella costruzione di nuove infrastrutture. Nuovi inceneritori, strade, ferrovie e ponti sono sempre più spesso i fattori scatenanti di Nimby. Il fenomeno interessante è che i soggetti individuati non sono assolutamente contrari alle infrastrutture, ma repellono quelle che interessano il proprio territorio. "Si può fare ma non qui", questo sembrerebbe essere il loro motto.
Il Nimby a detta degli esperti è la conseguenza della scarsa informazione che riguarda le comunità territoriali interessate dalle grandi opere ed è sintomo dell'incapacità della politica di comunicare con la gente. Scarsa comunicazione che finisce per inglobare tra le contestazioni anche i progetti che difendono l'ambiente, come i campi solari e le pale eoliche. L'osservatorio del Nimby ha rilevato come il caso più eclatante che riguarda la nostra Penisola sia il movimento No Tav sul progetto della linea Torino- Lione. Non a caso i movimenti della Val di Susa da anni protestano contro l'assenza ed il mutismo delle istituzioni di fronte alle manifestazioni e alle numerose richieste di spiegazioni dei comitati locali. Una mancanza di concertazione che alimenta le proteste e i Vaffa virtuali che imperano sulla comunità virtuale di Beppe Grillo.
Nimbyforum.net si propone come tavolo di confronto permanente finalizzato a sviluppare e diffondere la cultura della comunicazione, del dialogo e della partecipazione in ambito territoriale, come fattori indispensabili nella realizzazione di impianti e infrastrutture strategiche per lo sviluppo del Paese. L'obiettivo del Tavolo è quello di individuare le più efficaci metodologie di interazione tra le diverse parti in causa per ridurre il fenomeno dei conflitti territoriali ambientali e la Sindrome Nimby. All'interno del sito è possibile consultare una mappa degli impianti contestati in Italia, che oltre alla Tav vedono coinvolti anche diversi tratti autostradali, la centrale biomasse del Pollino, centrale termoelettrica di Pontinia, l'impianto eolico di Albaredo, la Metropolitana leggera di Parma e tantissimi altri progetti che potrebbero dare una spinta in più a questo Paese, dominato dall'incapacità di dialogo della nostra politica che lascia i suoi cittadini nel loro Nimby.
Visualizza la mappa degli impianti contestati rilevati dall'Osservatorio Media Permanente Nimby Forum® - III edizione realizzata da L'Espresso.
Ma come non vi fidate dei dati ufficiali e dei medici che appongono firme, delle Istituzioni, ecc...?
Qui non è un discorso di fiducia, ma di responsabilità. La responsabilità di chi dovrebbe agire per salvaguardare non interessi economici, ma la salute dei cittadini, che in quanto tale non risponde alle logiche economiche, almeno non dovrebbe. Chi agisce nelle istituzioni, dovrebbe utilizzare quel rigore che la stessa scienza chiede a se stessa.
Il problema non è la scienza in quanto tale, che se fosse libera da certi condizionamenti agirebbe in maniera diversa. Quando invece la scienza è alle dipendenze della politica, allora essa difficilmente riesce ad avere quella autonomia di pensiero e di azione tale da rispondere ai principi dai quali prende vita.
In questo caso, dire che tutto è a posto avendo analizzato solo due sostanze, è per lo meno una presunzione non fondata su fatti evidenti. L'evidenza scientifica ci dice che non sono stati ritrovati cadmio e piombo, ma chiedo perché sono state ricercate queste due sostanze? Di solito si fanno delle indagini specifiche come queste perché si teme una presenza di alcune sostanze, in rapporto a certi indizi che ti fanno pensare ad una possibile presenza.
E' sbagliato ad esempio pensare che tra le sostanze da ricercare, bisognava verificare il livello di diossina?
Alcuni elementi di riflessione:
con ordinanza n°111 del 2002 in seguito ad una nota dell’ASL dipartimento di prevenzione servizi veterinari con la quale convalida il sequestro in maniera cautelativa di tre greggi di pecore con delibera di giunta regionale n°1360 del 2003, alcuni Comuni (Casalnuovo, Scisciano, S.Vitaliano, Acerra, Comiziano, Nola, Cicciano, Casamarciano, Cimitile, Saviano e Marigliano) sono individuati come zone a rischio diossine.
In seguito a questa delibera, il Sindaco Nappi inibisce la coltivazione e la vendita di alimenti zootecnici ed il pascolo di animali su tutto il territorio mariglianese, con ordinanze n°84 del 2003, e n°22 del 2004, cosa che ha fatto anche il Comune di S.Vitaliano con ordinanza n° 8 e n° 9 del 2003 (nella quale addirittura convalida il sequestro di 15 capi di bestiame da parte dell'ASL, e gli alimenti zootecnici di una azienda con sede in S.Vitaliano) e nel 2006 convalida il sequestro di 450 tra pecore ed agnelli di un allevatore originario di Avella. Con la stessa delibera di giunta regionale nel 2003 dà avvio al piano di monitoraggio: questo doveva essere essere fatto in tempi brevi. Siamo nel 2008 ed i primi dati sono questi, e per giunta non c’è nulla circa la diossina.
Se lo scetticismo è tale da mettere in discussione dati ed Istituzione, è dovuto proprio alle Istituzioni stesse che non fanno nulla per ispirare fiducia. Basta guardare ai tempi ed ai metodi… Possibile che dopo tutto questo, con il trambusto fatto sulle diossine dai media su Acerra ed il nostro territorio, non si faccia ciò che era previsto dal 2003?
dopo tutta questa approssimazione e passaggi poco chiari, siamo proprio in malafede nel dubitare ?
al piu' presto cerchero' di inserire anche le analisi fatte dall'ARPAC...