Un camion con materiale radioattivo, al di sopra della soglia tollerabile, proveniente dalla provincia di Napoli, è stato bloccato dai militari dell'Esercito all'ingresso della nuova discarica di S. Arcangelo Trimonte (e quando i controlli diminuiranno che succederà?).
La morte che si insinua nelle vene, mischiandosi al suo sangue, piccole gocce come tante pugnalate nei suoi centri nevralgici…
E lo stantuffo della siringa che raggiunge il fondo e decreta la sua fine…
Non c’è più…Il suo flebile pulsare ormai è solo un ricordo…
Quanto fa male non averlo più qui…Me ne accorgo solo oggi…Il dolore mi ha quasi anestetizzato…
Eppure l’immagino qui con me e mi aggrappo ai ricordi per non dimenticare…

Oggi,sforero' in un argomento un po' diverso rispetto a quelli che tratto sempre..ossia parlero' di una malattia che ha gia' portato via un mio cane YARIS e che molto probabilmente portera' via anche un altro mio cane,BRUCE,che ho preso per sopperire alla mancanza del primo..purtroppo il mio difetto,è quello di amare a tal punto gli animali da sentirmi quasi mancare,quando so che stanno soffrendo..e per di piu' quando so che non posso far nulla per salvarli...
LA LESMANIOSI..
Cos'è la Leishmaniosi e come si trasmette?
La Leishmaniosi canina è una malattia parassitaria molto diffusa nell'Italia centro meridionale. La trasmissione del parassita avviene tramite la puntura di un piccolo insetto ematofago (che si ciba di sangue) chiamato flebotomo o più comunemente “pappatacio”. Questo insetto si infetta pungendo un animale malato e trasmette poi la malattia ad un altro soggetto sano quando lo punge, inoculando così il parassita.
Quali sono i principali sintomi nell'animale?
I sintomi principali di questa malattia sono caratterizzati da manifestazioni a carico della cute (lesioni crostose, pelo opaco, presenza di forfora sul mantello). Ma si manifestano anche sintomi di ordine generale: il cane perde di peso anche se continua a mangiare, si stanca facilmente , possono verificarsi episodi di vomito, epistassi (perdita di sangue dal naso), febbre, aumento di volume dei linfonodi e della milza, problemi oculari, poliartrite (l'animale sente dolore alle zampe). Nel caso in cui anche i reni dovessero essere colpiti, il cane manifesterà un aumento della sete con conseguente aumento della produzione di urina.
Come si può prevenire?
E' sempre consigliabile sottoporre a controlli periodici gli animali che vivono in aree dette endemiche, cioè dove la diffusione dell'insetto vettore e quindi la possibilità di contagio è elevata (in Italia sono a rischio soprattutto le regioni del Centro e del Sud a causa delle condizioni climatiche e ambientali favorevoli alla proliferazione del pappatacio). Si possono tuttavia prendere alcuni accorgimenti: l'utilizzo di prodotti antiparassitari da diffondere nell'ambiente o direttamente sul mantello dell'animale (collari, spray, o formulazioni spot-on); evitare che i cani stazionino all'esterno nelle ore notturne soprattutto nel periodo estivo (momento in cui i pappataci si alimentano). Purtroppo non possono preservare in modo assoluto il cane dal morso dell'insetto.
Forse il mio errore è stato quello di credere che mettendo il collare, il mio cane non la contraesse,un errore che mi dava la presunzione di dire che il mio cane non fosse infetto..quindi per chi i legge,ed ha un cane che vive nella regione campania, soprattutto nella provincia di Napoli anche se sta benissimo fatelo controllare,perche se presa in tempo questa malattia non provoca danni irreversibili
oggi parliamo di questa zona

una zona gia' nota ai molti per lo sversamento,l'aria irrespirabile,sembrava puzza di fritto,ma vi assicuro nauseabondo,tanto è vero che ho vomitato tornata a casa...
queste sono alcune foto,di rifiuti visibili...





buona visione...
Pomigliano D'arco cimitero nuovo...
adiacente al cimitero nuovo di Pomigliano D'arco,c'è un appezzamento di terra,abbastanza vasto,privo di alberi,con solo erba e fiori primaverili,a primo impatto la vegetazione sembra quella normalissima che si nota anche nei campi attigui,fiori gialli e ortiche belle alte e spesse,andando invece molto molto piu' vicino,ci si arriva attraverso una strada laterale,via Contrda Figlilino quello stesso campo appare diversamente,i fiori e le ortiche coprono un terreno smottato e rialzato..dove si trova di tutto..paruarti di auto,televisioni,frigoriferi e materassi pneumatici,un tipo di sabbia biancastra e poi tutto nero causato da incendi.
questa è la zona di cui parlo:
io ho visto questa grande discarica giungendo da via Contrada Figlilino, è impossibile per una macchina un furgone o qualsiasi cosa attraversare la starda e giungere dove sta la terra..dall'altra parte,invece dove sta il cimitero.ossia qui:

da via Aurora,li' è possibile passare con un furgone piccolo,mi sono resa conto che di giorno la strada è chiusa con un cancello piccolo,e di notte e nelle prime ore del mattino il cancelletto è aperto,per permettere l'eventuale sversamento notturno...daso che in queste situazioni sono sempre sola,e spesso a piedi..non porto mai la macchina fotografica,altrimenti vi rendereste conto dello schifo che c'è...
Nel convegno del 13 e 14 Giugno 2008 “Conoscenze di Patologia Ambientale” organizzato dall’ ISDE (Associazione dei Medici per l’ Ambiente) e dall’ Ordine dei Medici di Caserta è stata presentata, da parte dell’ Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta e dall’IZS “ G.Caporale di Teramo una ricerca scientifica nazionale in cui vengono resi noti i valori delle sostanze tossiche diossino-simili dei primi 44 campioni di latte materno di donne alla prima gravidanza di età tra i 26 e 32 anni, abitanti in comuni delle province di Caserta e Napoli ad alto o basso impatto ambientale secondo lo studio epidemiologico dell’ ISS-OMS (cosiddetto studio Bertolaso del 2007).Venerdi' notte,verso 1:00,rientrando verso casa,all'altezza del cimitero di Pomigliano pero' piu' spostato verso ovest,una nuvola di fumo denso color grigio intenso si elevava verso il cielo... quella stessa notte,piaveva molto forte,anzi diluviava,e riuscii solo a scorgere questa nuvola grigia,e nessun tipo di odore ...il giorno dopo,in tutta l'aria c'era un olezzo nauseabondo,penso fosse zolfo mischiato a qualche altra schifezza del genere..e da tener prsente poi che ogni giorno,nella zona si sente la mattina presto sempre puzza di fumo,che poi verso mezzogiorno scompare per riapparire magicamente alla stessa ora il giorno dopo.Abitando in una zona di campagna,penso sempre che qualche contadino,al mattino presto accenda foglie ed erbetta,ma alla fin fine mi sbaglio,in quanto si riesce a percepire l'odore ma è impossibile capire da dove venga...e soprattutto quel fumo ha un odore di plastica altro che erbetta..
se qualcuno sa...mi delucidi..
Migliaia di tonnellate di materiali di scarto pericolosi di aziende e industrie italiane sono stati venduti come materie prime plastiche e acciaio in Oriente e smaltiti illegalmente nella foresta della Repubblica Popolare Cinese. Con documentazione falsa, centinaia di container carichi di plastica non trattata e rifiuti pericolosi, sono partiti dal porto calabrese di Gioia Tauro, diretti a Hong Kong
Il prossimo che mi dice che non ci sono infiltrazioni camorristiche nel porto di Gioia Tauro. Il prossimo che mi parla di non boicottare le Olimpiadi (cosa di cui comunque nessuno parla più). Il prossimo che mi parla di sviluppo sostenibile. Avete capito dove lo dirigo. E’ quel locale di solito vicino alla camera da letto, dove si espletano bisogni fisiologici. Il Comune di Gioia Tauro, è stato sciolto già in passato per infiltrazioni della ndrangheta: il porto, da cui partono traffici innominabili per qualunque parte del mondo, è il luogo dove la Finanza fa sequestri come questo, oppure acchiappa qualcosa come cinque tonnellate e mezzo di cocaina nascosta dentro blocchi di marmo
Tra le tante inchieste italiane che si occupano dei due, ci interessa particolarmente l’operazione “Decollo” condotta dalla DDA di Catanzaro. Una indagine che parte dal sequestro record di cocaina - 5.500 chili - nascosta nei container di una nave giunta nel porto di Gioia Tauro. La droga era ingegnosamente nascosta dentro blocchi di marmo: e questo è un particolare essenziale. Il 28 gennaio del 2004, in contemporanea col sequestro, vengono arrestate 150 persone tra Italia, Spagna, Olanda, Francia, Australia, Colombia, tra i quali alcuni appartenenti ai clan della ’ndrangheta Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia) e Pesce di Rosarno (Reggio Calabria). Cocaina di altissimo livello, pura in alcuni casi fino al 96%, tanto da far ricavare da ogni chilogrammo almeno 6.500 dosi, che venivano immesse sul mercato ad un prezzo di circa 70 euro l’una, permettendo di ottenere un guadagno di 455.000 euro al chilo